

L’eritema solare è una reazione cutanea che può comparire dopo poche ore di esposizione scorretta al sole e causare fastidi anche intensi.
Si tratta di una risposta infiammatoria della pelle provocata da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, in particolare ai raggi UVB: quando la quantità di radiazioni assorbita supera la capacità di difesa della cute, si verifica un danno cellulare che attiva i meccanismi infiammatori dell’organismo.
I sintomi dell’eritema solare possono comparire da poche ore fino a un giorno dopo l’esposizione e includono:
arrossamento della pelle;
sensazione di calore e bruciore;
prurito;
dolore al tatto;
gonfiore della zona colpita;
comparsa di piccole vescicole nei casi più severi.
Nei casi più importanti, soprattutto quando l’esposizione al sole è associata a temperature elevate, possono comparire sintomi generali come mal di testa, stanchezza, nausea e disidratazione, segnali che richiedono particolare attenzione.
Il rischio di sviluppare un eritema aumenta nelle persone con pelle chiara, capelli biondi o rossi e occhi chiari, ma nessun fototipo è completamente immune: anche chi si abbronza facilmente può andare incontro a una scottatura se rimane al sole troppo a lungo senza adeguata protezione.
Oltre al disagio immediato, le ripetute scottature possono accelerare il processo di invecchiamento cutaneo: i raggi UV favoriscono infatti la degradazione di collagene ed elastina, contribuendo alla comparsa precoce di rughe, macchie e perdita di tonicità della pelle.
Una corretta esposizione al sole dovrebbe sempre tenere conto del proprio fototipo e dell’intensità della radiazione UV.
Quindi, la prima regola consiste nell'utilizzare una protezione solare adeguata: chi ha una pelle molto chiara dovrebbe preferire filtri SPF 50+ o superiori, mentre i fototipi più scuri possono orientarsi verso protezioni elevate comunque non inferiori a SPF 30.
La crema solare va applicata circa trenta minuti prima dell’esposizione e riapplicata ogni due ore, oltre che dopo il bagno o se si suda molto.
Anche l’orario dell’esposizione riveste un ruolo fondamentale: nelle ore comprese tra le 11 e le 16 l’intensità dei raggi UV raggiunge generalmente i livelli più elevati e, in questa fascia oraria, è preferibile stare all’ombra o, comunque, limitare il tempo trascorso sotto il sole diretto.
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda l’idratazione: bere acqua regolarmente durante la giornata aiuta l’organismo a compensare le perdite dovute alla sudorazione e contribuisce a mantenere la pelle più elastica e resistente agli stress ambientali.
Infine, è importante ricordare che anche nelle giornate nuvolose una parte significativa dei raggi UV riesce a raggiungere la superficie terrestre. E, per questo motivo, la protezione solare non dovrebbe essere considerata necessaria solo durante le giornate più calde e soleggiate, ma diventare una buona abitudine quotidiana per tutta la stagione estiva.
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