

Quando si manifestano fastidi intimi come prurito, bruciore o perdite anomale, è normale chiedersi quale sia la causa scatenante.
Tra le problematiche più comuni figurano la candida, la cistite e la vaginosi batterica: tre condizioni distinte che colpiscono frequentemente le donne, ma che possono presentare sintomi simili e facilmente confondibili.
La candida è un'infezione fungina causata principalmente dal microrganismo Candida albicans, che trova nelle mucose vaginali un habitat favorevole alla proliferazione, soprattutto in situazioni di squilibrio del microbiota, come durante la gravidanza o dopo una terapia antibiotica.
Il quadro sintomatologico è piuttosto specifico: la presenza di perdite bianche dall’aspetto grumoso rappresenta il segnale più evidente. Queste secrezioni sono accompagnate spesso da intenso prurito, arrossamento dei genitali esterni, gonfiore e piccole abrasioni dovute al grattamento. Nei casi più severi, l’infezione può coinvolgere anche l’apparato urinario, generando dolore e bruciore durante la minzione.
La cistite è un’infiammazione della vescica, spesso di origine batterica, che si manifesta con sintomi urinari, tra cui proprio la necessità impellente e frequente di urinare, spesso accompagnata da bruciore o dolore durante la minzione. In alcuni casi, le urine possono apparire torbide, avere un odore pungente o contenere tracce di sangue, segnali che indicano una possibile infezione più avanzata.
Altri sintomi includono dolore sovra-pubico o lombare e, talvolta, febbre e, a causa della sovrapposizione di sintomi con altre condizioni come la candida o il colon irritabile, è fondamentale non trascurare questi segnali e rivolgersi a un medico per chiarire l’origine del disturbo.
La vaginosi batterica non è causata da un singolo agente patogeno, ma da un’alterazione dell’equilibrio della flora vaginale: i Lactobacilli, microrganismi "buoni", diminuiscono, favorendo la crescita eccessiva di batteri anaerobi. A differenza della candida, la vaginosi non provoca infiammazione evidente e spesso è priva di sintomi marcati.
Tuttavia, uno dei segnali più distintivi è la comparsa di secrezioni bianco-grigiastre, fluide e dall’odore sgradevole, talvolta paragonato a quello del pesce avariato. In alcune donne si verificano anche lievi bruciori, prurito, perdite acquose e fastidi durante i rapporti sessuali o la minzione.
Nella metà dei casi, però, la condizione è asintomatica e viene rilevata solo nel corso di una visita ginecologica di routine. Nonostante la mancanza di sintomi evidenti, la vaginosi può predisporre a complicanze se trascurata, come un aumento del rischio di infezioni sessualmente trasmissibili.
In presenza di disturbi intimi persistenti, quindi, il confronto con un ginecologo è sempre la scelta migliore.
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