

In autunno e inverno, il raffreddore è uno dei disturbi più comuni nei bambini: naso che cola, starnuti, tosse e febbre sono segnali tipici di un’infezione virale delle vie respiratorie superiori. Nella maggior parte dei casi, il raffreddore tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni, con un po’ di riposo e una buona idratazione ma, quando i sintomi si protraggono o sembrano peggiorare, può essere necessario indagare ulteriormente per escludere complicanze.
Nei casi più semplici, il raffreddore si manifesta con secrezioni trasparenti che possono diventare più dense nel giro di qualche giorno e, spesso si accompagna a tosse, irritazione della gola e leggera febbre che tende a risolversi entro 48 ore. In genere, il decorso non supera i 7-10 giorni e, se i sintomi persistono oltre questo periodo, è opportuno consultare il pediatra per valutare un’eventuale infezione batterica o una rinite allergica.
Quando un bambino è sempre raffreddato, non sempre si tratta di una semplice infezione virale e, spesso, alla base di una secrezione nasale persistente può esserci una adenoidite, ovvero l’infiammazione delle adenoidi. Queste ghiandole, situate dietro le cavità nasali, possono ingrossarsi e infettarsi, soprattutto nei mesi invernali, causando sintomi simili a quelli di un raffreddore cronico.
Tra i segnali che possono far sospettare un’infiammazione adenoidea vi sono:
difficoltà respiratoria nasale;
alito cattivo, specialmente al mattino;
tosse notturna o “catarrale”;
otite o dolore alle orecchie;
disturbi gastrointestinali dovuti al muco ingerito.
In questi casi, il bambino respira male e tende a deglutire continuamente le secrezioni, mentre il muco può ostruire la tuba di Eustachio, causando dolore auricolare e, a volte, perdita temporanea dell’udito. La terapia, di norma, si basa su trattamenti locali, come instillazioni nasali con soluzioni saline o medicamentose prescritte dal pediatra, capaci di ridurre l’infiammazione e liberare le vie respiratorie in pochi giorni.
Per aiutare il bambino a respirare meglio, è consigliabile pulire regolarmente il naso tramite irrigazioni con soluzione fisiologica, acqua marina sterilizzata o acqua termale, che contribuiscono a fluidificare il muco e a ridurre la congestione. Nei più piccoli che non sanno soffiare il naso, può essere utile utilizzare aspiratori nasali o pompetta per rimuovere le secrezioni in eccesso.
Sebbene il raffreddore comune non rappresenti di per sé una patologia grave, è importante sapere quando intervenire, ovvero:
se il raffreddore dura più di 10 giorni senza miglioramento;
ha febbre persistente da oltre 3 giorni o che supera i 39°C;
il bambino lamenta dolore all’orecchio, al volto o mostra gonfiore intorno agli occhi;
la tosse diventa insistente, specie di notte;
compaiono episodi di vomito mattutino o difficoltà respiratoria.
Questi segnali possono indicare la presenza di una infezione batterica, una sinusite o una laringite, che richiedono valutazione medica e, in alcuni casi, terapia antibiotica mirata. È il pediatra, infatti, a stabilire se e quando ricorrere a farmaci come mucolitici o antipiretici, da usare solo se realmente necessari e sempre seguendo il dosaggio adeguato all’età del bambino.
Nel frattempo, un ambiente domestico ben umidificato, una corretta igiene nasale e un adeguato riposo rappresentano la base per un recupero rapido e sicuro, riducendo il rischio di ricadute e complicanze.
Se vuoi saperne di più, contattaci! I nostri professionisti saranno felici di aiutarti.
© 2025 Farmacia Reale / Farmacie Lombardi Group P.IVA 07194381211
Titolare iscritta all'albo dei farmacisti della Provincia di Napoli, n° iscrizione 5858